About us

Il consorzio D-TEACH è composto da tre partner provenienti da diversi paesi dell’Unione Europea: Balkan Bridge (Bulgaria), Neotalentway (Spagna) e Skill Up (Italia).

Tutti i partner condividono una visione comune: migliorare la qualità dell’istruzione attraverso la formazione dei formatori.

Conoscici

Balkan Bridge – Bulgaria 

Balkan Bridge è un’organizzazione che mira a riunire le società dei Balcani e a favorire la cooperazione e la crescita.
La missione dell’organizzazione è quella di colmare le lacune dell’area balcanica in termini di formazione professionale, networking e attività di ricerca, con l’obiettivo di trasformare i Balcani in un ecosistema sostenibile con un capitale umano altamente qualificato e imprese in grado di adattarsi alle esigenze della società e alle tendenze globali.

Neotalentway – Spagna

Neotalentway è un istituto di formazione e istruzione con sede a Granada, specializzato nella preparazione al lavoro di persone occupate e disoccupate. Offre formazione a tutti i livelli, dal punto di vista della crescita personale, delle competenze e dell’orientamento professionale. Inoltre, offre formazione manageriale, competenze chiave, formazione sulle soft skills, formazione sul marketing, formazione sulla comunicazione, formazione sulla risoluzione dei conflitti e formazione sull’intelligenza emotiva.

Skill Up – Italia

Skill Up Srl è una società di consulenza creata nel 2016 da professionisti con una solida esperienza nella formazione delle competenze e nella consulenza aziendale. L’azienda può contare su un team con comprovate capacità e una notevole esperienza nei progetti ERASMUS+. L’attenzione di Skill Up è rivolta alle esigenze organizzative delle imprese, nonché alle competenze, allo sviluppo e alle esigenze di ascolto della forza lavoro.

Finanziato dall’Unione europea. Le opinioni espresse appartengono, tuttavia, al solo o ai soli autori e non riflettono necessariamente le opinioni dell’Unione europea o dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura (EACEA). Né l’Unione europea né l’EACEA possono esserne ritenute responsabili

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